Ormai è passata più di una settimana dal mio arrivo a Central Park e, da buon Mental Coach è ora di tirare un po’ le somme di questa fantastica esperienza: la Maratona di New York.

Anche perchè l’obiettivo del Blog è proprio quello di partire da esperienze concrete e trarne spunti, idee, insegnamenti, flash, nuove abitudini e comportamenti, etc.

Io naturalmente ti parlerò di quelli che sono gli “insegnamenti” che io ci vedo, ma ti invito caldamente a cogliere i TUOI spunti e verticalizzarli in quella che è la TUA quotidianità.

Prima però voglio farti vedere un video conosciutissimo, ma che oggi per me assume un significato nuovo:

Sì, poco più di un anno fa anche io mi sono alzato da una panchina e mi sono messo a correre… e oggi, tornato a casa, sto ricevendo sorrisi, complimenti, ringraziamenti, commenti ai post su facebook e twitter, … diciamo che quello che ho fatto, sempre utilizzando le parole del video, sembra avere un senso per gli altri.

E in mezzo?

Bè, in mezzo c’è tutto il resto

–       Oltre 7.000 minuti di allenamento;

–       Oltre 1.700 km percorsi, di cui 340 di bici;

–       380 giorni di preparazione (ho deciso di iscrivermi a metà ottobre 2010);

–       Oltre le 200 giornate di allenamento;

–       Una media al km di 4’50”, senza considerare la media dei km fatti in bici.

Risultato finale: 42.195 metri percorsi in 3h 56’ 08”, ad una media di 5’36” al km, arrivando al 13.000 posto su un numero di finisher oltre i 46.000.

Ma i numeri, come spesso succede, sono solo la famosa punta dell’iceberg… ciò che si vede, ma c’è molto di più.

È stato un vero e proprio viaggio alla scoperta di cose che non conoscevo di me, in termini di risorse personali, convinzioni, gusti e coerenza, ho avuto il grande privilegio di arrivare al limite e fare un passo oltre e rendermi conto che quello NON era il limite… e soprattutto ho capito come le stesse cose alla partenza APPAIANO in un modo e al traguardo SIANO in un altro. Ma su questo ci tornerò alla fine.

In mezzo c’è l’aver conosciuto persone uniche, come Enrico Vivian: un vero e proprio Top Runner che anche quest’anno ha ottenuto un risultato straordinario: è arrivato 65° assoluto, con un tempo strepitoso. Mi ha aiutato tantissimo a finalizzare i miei allenamenti e facendomi da Mental Coach… infatti “Everybody needs a Coach”. Ti consiglio di seguire il suo blog e se sei interessato al running contattalo, è davvero una persona disponibilissima ed in grado di trasmetterti grande autostima e sicurezza nei tuoi mezzi! Ah dimenticavo, Enrico: SEI GRANDE!

In mezzo c’è il nuovissimo servizio di “Sms Coaching” lanciato da Livio Sgarbi, come si può vedere dalla foto della schermata del mio iPhone. Il servizio prevede un sms “pre” evento ed uno “post” (la maratona era il 6 novembre). Bè, naturalmente è uno scherzo, ma perché no… forse sarà una nuova frontiera. Livio è il “front-man” di tutti i ragazzi dello staff Ekis che mi hanno aiutato, incitato e addirittura “celebrato” su blog e social network. Inoltre mi hanno fatto un regalo davvero speciale che mi ha lasciato letterealmente senza parole. Non sono molto bravo a ricevere i complimenti, mi imbarazzano; ma questa volta ho deciso di godermeli tutti ed è stato bellissimo! Soprattutto perché non sono arrivati per un qualcosa che ho detto ma che HO FATTO. Grazie ancora ragazzi, mi avete aiutato tantissimo.

In mezzo ci sono i miei amici, i miei genitori, le persone che mi vogliono bene che mi hanno inondato di carica ed energia in tutto questo anno trascorso a preparare la maratona. Grazie davvero di cuore, ammetto che a volte (anzi SEMPRE) la voglia di andare ad un passo più forte era data dalla possibilità di postare su Facebok il  risultato dell’allenamento con l’App Runtastic. Lo so lo so che è da malati… ma è la verità e mi ha dato quel pizzico di grinta e voglia in più.

In mezzo c’è Danilo, non siamo amici da tanto, ma mi sembra di conoscerlo da sempre. Abbiamo deciso di fare la maratona quasi nello stesso periodo, ma senza che ce lo dicessimo. Ci siamo allenati poche volte assieme per via dei numerosi impegni, ma eravamo sempre in contatto. Mi ha aiutato tantissimo nei giorni prima della maratona e sono davvero contento che abbia chiuso con un ottimo 3h 42’, è stato dentro ai primi 8.000 che a NY è un gran risultato! Complimenti Dani e grazie di tutto l’aiuto che mi hai dato e, come tu stesso ti sei ribattezzato, sei stato il mio Personal Coch (che in dialetto reggiano vule dire “spinta”).

In mezzo c’è Greta… anzi, LA GRETA (alla Reggiana) che probabilmente è stato il motivo per cui ho iniziato tutto questo. Mi ha sostenuto sempre: ci sono stati momenti di sconforto, penso alla fascite plantare che mi ha fatto stare fermo per quasi un mese, ma lei da ottima Mental Coach quale non sa di essere MA È, mi ha sempre fatto ritrovare le motivazioni alla base della mia scelta e come ogni runner in salita: ho accelerato (non a NY però eh!!!!!). Ah se qualcuno ancora non lo sapesse, a giugno CI SPOSIAMO!!!!!! :-D

E alla fine cosa c’è?

Poco più di un paio di settimane fa riflettevo sul fatto che una volta superato il traguardo, ci sarebbe stata tanta felicità, ma anche quel pizzico di malinconia del “è tutto finito”, avevo la ferma convinzione che sarei stato in grado di concentrarmi sul fatto che il viaggio fosse in un qualche modo terminato.

Bè, mi sbagliavo e di parecchio!

Ho ancora assordante dentro di me il “è fatta” che mi sono detto svoltata l’ultima curva che da Columbus Circle porta in Central Park e ancora più forte è l’urlo della gente all’arrivo che ti fa quasi venire voglia di fermarti per assaporare il fatto che tutte quelle persone SIANO LÍ PER TE… e quel traguardo, che pensavo mi avrebbe portato anche un pizzico di malinconia, è stato semplicemente una CASCATA IMPETUOSA DI FELICITÀ.

Invece che essere al termine del viaggio, mi sento all’inizio: ho completato la prima tappa. Non so bene dove mi porteranno le altre, ma le idee sono tante:

  • La voglia di rifarla già il prossimo anno è tantissima;
  • Mi piacerebbe fare un “Viaggio-Maratona” all’anno;
  • Vorrei correre 2 maratone ogni anno: una “vicino a casa” e l’altra (come detto sopra) in giro per il Mondo;
  • Voglio trovare un sistema per aiutare le persone a raggiungere i loro obiettivi personali/professionali/sportivi attraverso il running… e qui qualcosa già bolle in pentola.

Anche volendo, non c’è spazio per la malinconia, anzi sento crescere dentro di me quella splendida sensazione di curiosità di quale sarà la prossima tappa.

Tornando al video di Forrest: “Visto che sono arrivato fino a qui, tanto vale girarmi e continuare a correre”.

Concretamente quale sarà la prossima?

Ho sentito parlare benissimo della maratona di Londra, ma ammetto che il Biliardo dei record di Berlino mi attira tantissimo. Vedremo!

Prima di concludere voglio condividere il fatto che tantissimi amici, colleghi e conoscenti mi hanno detto una cosa tipo “Il prossimo anno faccio anche io la maratona!”. Ecco io non faccio nomi per dare loro la possibilità di “sputtanarsi” pubblicamente commentando questo articolo e compiere uno dei passi che nell’E-book spiego essere quello FONDAMENTALE.

A proposito della mia Self Mental Coaching, MI RACCOMANDO SCARICALA :-D, un mio amico dell’Università mi ha mandato un sms nei giorni scorsi in cui mi chiede di fargli da Mental Coach per preparare la ING NY City Marathon 2012. Naturalmente gli ho detto di SI e probabilmente ci sarà una grande novità all’interno del sito… STAY TUNED!!!!!

Ora concludo davvero con la “Poesia del Runner”. La vedi nella foto a fianco che ho scattato dentro al NikeTown di NY: a me dà una carica pazzesca!

Quando corriamo, invadiamo le strade.

Andiamo sulle rotaie. Occupiamo i binari.

Non possiamo misurare il nostro orgoglio, il nostro impegno, la nostra tenacia, a meno che non sia misurata in miglia, velocità e forza.

Da questo materiale, costruiamo i nostri corpi e alleniamo la nostra mente.

Il vero ostacolo siamo noi stessi.

Il nostro pubblico siamo noi.

La vittoria è dichiarata da noi, ma non è facile guadagnarsela.

Ma a dir la verità, niente di utile è mai stato facile.

Infine, se non pensi di essere il migliore,

non sarai il migliore.

Alla prossima.

Giuse.

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