Prima di tutto:
Facebook e i Social sono una piazza virtuale, quindi è giusto che tu dica e faccia ciò che ti pare.

Ogni tua azione provoca delle razioni, che ti piaccia o no.

Quindi se non utilizzi Facebook per, tra le altre cose, trovare nuovi clienti, fidelizzare quelli che già hai e sviluppare in modo positivo il tuo Personal Brand, puoi anche non leggere questo articolo.

Se invece ti interessa capire che cosa NON fare su facebook, ho identificato 10+1 tipologie di comportamenti.

#1 – Lo strillatore.

  • Post: “Hey tu… sì dico proprio a te…
  • Reazione: “Ca**o gridi?!

Il modo di attirare l’attenzione, è esattamente il modo in cui allontani.
Magari il tuo post viene letto, ma non per questo apprezzato.

#2 – Il guru.

  • Post: “Fai una scelta intelligente…”, “Devi iniziare a vivere la tua vita…”.
  • Reazione: “Ma chi ti ha chiesto un consiglio?!

Alla gente non piace sentirsi dire che cosa devono o non devono fare, soprattutto da chi non riconosce un merito (la frase “Devi crederci fino in fondo” postata da me o da Will Smith, ha un impatto clamorosamente diverso).

#3 – Il curioso.

  • Post: “Vorresti di più dalla tua vita?”, “Vuoi scoprire il tuo immenso potenziale?
  • Reazione: “Ok, cosa mi vuoi vendere? Dov’è l’inghippo?

Le domande sono una forma potentissima di comunicazione, perché quando ne ascoltiamo/vediamo una, non possiamo fare a meno di rispondere.
Però alcune domande sono palesemente influenzate e, rifacendoci al punto #2, sembra che siano fatte da chi ha la scienza infusa e questo non piace.

#4 – L’illuminato.

  • Post: “Non capisco perché le persone si lamentino, invece che prendere in mano la loro vita, come ho fatto io…
  • Reazione: “Ma chi kaiser sei?!

Come vedi sono un po’ tutti collegati, a nessuno piace che qualcuno si metta sul piedistallo da solo.
Un po’ come quando ci si auto-dichiara Leader di mercato, scrittore di Best Seller… Ecc.

#5 –  Il confuso.

  • Post: “E poi bo, succede un giorno ti alzi e…
  • Reazione: “Ma se inizi con BO, chi chi ti prenderà mai sul serio?!”

Capisco perfettamente che sia una forma che assomiglia molto al discorsivo, ma ormai ha rotto.

#6 – Il maiuscolo.

  • Post: “AAA ATTENZIONE ATTENZIONE. IERI HO VISTO UNA COSA INCREDBILE
  • Reazione: “Preferisci staccare il Caps Lock o ti taglio il dito su Shift?!

Non solo per gli addetti ai lavori (non noi) il maiuscolo su socia equivale al gridare, ma soprattutto un post con tante maiuscole è molto infantile ed è poco leggibile.
Sembra un muro di parole.

#7 – Il sensazionalista.

  • Post: “Incredibile, posso essere il tuo Coach e farti ottenere risultati strabilianti con un investimento di solo 1.000 euro!
  • Reazione: “Ma chi sei, Mastrota?!

Non solo i superlativi, gli assoluti e gli aggettivi in genere creano molta diffidenza, ma stai davvero molto attento/a quando colleghi un prezzo a una parola come Solo, Solamente, Investimento minimo… e simili.
Per molte persone i prezzi del mercato del Coaching sono difficili da affrontare e rischi che ti prendano di mira con commenti su questioni di principio dai quali è difficile uscire.
Cerca sempre di essere Politically Correct.

#8 – L’hashtaggaro.

  • Post: (qualsiasi cosa seguito da) #iocisono #felicità #leggerezza #lavtachevorrei #MentalCoach #RealizzoSogni #solonoi #TantaRoba.
  • Reazione: #Non #Hai #Capito #Un #biiiip #Degli #Hashtag.

A prescindere che tu sappia il motivo per il quale si utilizzano gli hashtag (saresti uno/a dei pochi) oppure lo ignori,metterne una caterva fa perdere di importanza il contenuto del post.

#9 – Il polemico e il moralista.

Qui non ci sono post esempio, ti dico solo questo:

  • Scie chimiche, politica, calcio… Attenzione attenzione attenzione.
  • Ultim’ora, sessualità, religione… Attenzione attenzione attenzione.
  • Complottismi… Attenzione attenzione attenzione.

Subito dopo l’attacco a Parigi, sono spuntate una serie di vignette di chi armava la mano di chi con post tipo “Sveglia!”.
Oppure quando muore qualcuno di conosciuto, compaiono sempre i classici “Tutti dispiaciuti per la morte di X e nessuno che pensa ai bambini che ogni giorno muoiono…”.
Occhio perché l’acidità e i saputelli allontana tantissimo.

#10 – Il becchino.

Anche in questo caso non ci sono post esempio, ma si tratta di chi riempie la propria bacheca di post di cordoglio per qualcuno che è morto.
La gente va su facebook per un po’ di leggerezza, non per vedere musi lunghi e alle volte si fa un post di quel tipo per attirare Mi Piace… Il peggio del peggio.

#BONUS – Il Blogger.

Eccoci qua, siamo noi.
Ci sono tanti Coach che, subito dopo aver pubblicato il loro nuovo articolo sul blog, lo postano sul loro profilo personale e subito dopo sulla fan page (se ne hanno una) e, peggio del peggio, su tutti i gruppi nei quali sono inseriti.
Diventano quasi degli spammer e a nessuno piace lo spam.
La reazione in questo caso è “E’ così alla frutta che lo mette ovunque sperando in qualche click”.

Nota Bene.

  • Tutto questo è un passo oltre allo scontato e cioè che il post sia scritto con un grammatica e un’ortografia ineccepibile, che non ci siano troppi punti esclamativi (!) e nemmeno troppi puntini di sospensione (…), che ci siano gli spazi corretti attorno alla punteggiatura… E ovviamente niente parolacce (a parte le consentite) e toni mai offensivi.

Conclusioni.

Ribadisco ciò che ho detto all’inizio, puoi fare, dire e scrivere ciò che vuoi.
Puoi ampiamente fregartene di non sapere che cosa non fare su facebook, ma ricordati che lì ci sono praticamente tutti e molti dei tuoi lettori potrebbero decidere di diventare tuoi clienti (o no) non tanto valutando le tue qualità da Coach, ma più per ciò che scrivi e come lo scrivi.

Ti faccio notare solo questo:

  • La libertà di pensiero e di espressione non va confusa con il “dare aria ai denti” e anche il “dico quello che penso” non è sempre una virtù anzi, io credo sia sinonimo di stupidità.

Se su facebook non parli di calcio, o di politica e/o non ti fai tirare dentro in dibattiti dialettici stucchevoli e privi di senso, non significa che tu non abbia le tue idee…

Semplicemente decidi di farle valere dove effettivamente possono portare a un risultato concreto e non a una social-litigata.

I social sono uno strumento, chiediti come possono esserti utili e agisci di conseguenza con serenità e cervello.