Grassetti, titoli, corsivi… Quanto, come e dove?

Al termine di questo articolo ti darò una strategia che in un attimo ti renderà tutto molto più chiaro. Promesso.

Ma per ora voglio tranquillizzarti, se non hai la più pallida idea di che logica utilizzare, oppure se ne ipotizzi una per poi rinnegarla/scordartela nell’articolo successivo… NON SEI SOLO/A.

Vedila così: sono uno strumento formidabile sia per sottolineare concetti, che per dare varietà e movimento al testo.

Oggi siamo bombardati di testi scritti e prima ancora di coglierne il contenuto, facciamo un velocissimo “scan” della pagina.
Se non ci piace, o non c’è nulla di significativo che emerge o più semplicemente non c’è nulla che emerge, sarà molto difficile che si decida di andare oltre.

Siamo tutti consapevoli che la risorsa tempo è scarsa e nessuno è disposto a sprecarla in un qualcosa che non ci attira fin da subito.

Detto questo, cerca di dare una logica ai tuoi testi.

Titoli.

Falli della stessa dimensione tra articolo e articolo.
Sicuramente uguali all’interno dello stesso.
O tutti in maiuscolo (te lo sconsiglio), oppure tutti in minuscolo.
Decidi se mettere il punto “.” alla fine di ognuno oppure no.
Se hanno lo stesso colore del resto del testo oppure no.
Se ci sono “sottopunti” falli leggermente più piccoli.

Grassetti.

Usali con parsimonia.
Non più di uno all’interno di ogni paragrafo, non grassettare frasi intere.
Magari grassetta una parola chiave e lascia che sia il lettore a vederla e focalizzarsi sul resto della frase.
Il tanto grassetto appesantisce la lettura.
L’ideale sarebbe se grassettassi o tutti verbi, o tutti sostantivi, o aggettivi… Questa è una regola molto complicata, tienila a mente.
Se hai scritto una parola in stampatello, non grassettarla.

Corsivi.

A me piacciono molto, li definisco “L’elegante che non impegna”.
Di solito li uso per dei virgolettati o per citazioni o magari quando devo usare le parole di qualcun altro, ad esempio anticipando una possibile domanda del lettore.
Sicuramente non escono dal testo, ma a livello inconscio trasmettono.
In questo caso, molto più che nei grassetti è importante che tu ti dia una regola fissa.

Sottolineature.

Qui è più complicato perché on-line si rischia molto di confonderle con collegamenti ipertestuali.
In certi momenti per me sono indispensabili perché strillano meno di un grassetto, sono più visibili di un corsivo, ma trasmettono grande importanza alla parola o al concetto.

Stampatelli.

On-line lo stampatello equivale al Gridare.
Questa regola è tanto vera quanto conosciuta solo al mondo degli adetti ai lavori e poco altro.
La domanda è:
QUANDO VEDI UN POST SU FACEBOOK TUTTO IN STAMPATELLO NON TI DA FASTIDIO?
Utilizzali poco… Ma proprio poco poco.
Quando lo fai, non metterci sopra altri effetti.

STRATEGIA: La pellicola trasparente.

Dopo aver scritto il tuo articolo, ma anche la tua mail o un qualsiasi documento, immagina di appoggiargli sopra una pellicola trasparente, su di essa s’imprimono solo i Titoli & Sottotitoli, i Grassetti, i Corsivi, le Sottolineature e gli Stampatelli.

Ora leggendoli, è più o meno ricostruibile il filo del discorso?
Se li leggesse una persona qualsiasi, riuscirebbe a ipotizzarne l’argomento e i contenuti?

Se sì, hai fatto un ottimo lavoro.

Se la risposta è no, cerca di capire dove sono i buchi e valli a riempire.

Ricorda che non è una questione di aggiungere effetti, ma di toglierli da una parte (dove non serve) e metterli altrove.