2011 è il numero del mio pettorale.

Eh già, ho fatto una pazzia… anzi una vera e propria cavolata.

Domenica scorsa mi sono iscritto alla Maratona di Reggio Emilia, che ci sarà domenica 14 dicembre.

Sarà la mia terza maratona, ma a differenza delle prime due… questa volta non sono allenato a dovere.

Un po’ la nascita di Gioia, un po’ altri impegni… ma soprattutto il non essermi preso l’impegno, mi ha fatto mantenere allenato, ma non per una Maratona fatta bene.

E allora? Chi te lo fa fare?

Ho un qualcosa dentro che mi spinge (spero lo faccia anche durante la maratona :-D).

So benissimo che soffrirò molto… ho fatto una fatica incredibile le prime due volte da allenato, quindi chissà stavolta.

Ma forse la faccio proprio per questo: ultimamente mi sto dedicando molto a capire il motivo per il quale abbiamo certi desideri, certe forze interiori… e ho trovato grani risposte nell’Evoluzione.

Siamo fatti per correre… è stato dimostrato… e siamo fatti per resistere.

Entrambe le cose sono dei nostri talenti e vanno allenate.

Ecco allora… domenica vado ad allenare la mia capacità di soffrire, di resistere, di non mollare… di trovare un modo per arrivare a quel traguardo.

La cosa strana, è che sono molto sereno… forse il non aver un riferimento cronometrico, mi alleggerisce dal peso del “devo dimostrarmi un qualcosa“.

La faccio per me… sapendo perfettamente di creare un po’ di scompiglio in casa (la Greta si dovrà gestire da sola Gioele e Gioia) e, nonostante sia bravissima a farlo, non è una cosa così semplice.

Di fatto sento di averne bisogno, non per dimostrare qualcosa, ma per scoprire qualcosa.

Un grande desiderio è, negli ultimi metri, guardarmi intorno, vedere Gioele, prenderlo e tagliare il traguardo mano nella mano… solo al pensiero mi sale un’emozione enorme.

Di fatto sarà probabilmente una giornata molto fredda e proprio il non poter prevedere il mio tempo finale, non aiuta… ma chissà.

Sicuramente se non dovesse essere stavolta, sarà la prossima.

Ci tenevo a dirtelo… un po’ mi sento un coglione… ma più ci penso, più mi vien da sorridere.

Keep running.

Giuse.