Che titolo importante eh.
L’ho sentita una volta in un film, credo.
Il significato sta nel fatto che chi conosce, molto spesso sa dare un nome a tutto… il problema è che alle volte VUOLE dare un nome a tutto.

Ecco perché i figli dei medici sono sempre malati, perché un semplice colpo di tosse non è “Massì, ha un po’ di tosse”, ma una “para-bronchite seutarosa” (me lo sono inventato eh)… E quindi si attacca una bella etichetta del “Sei malato”.

A me, un esimio esperto aveva dato del DISGRAFICO ed effettivamente scrivo male… ho una calligrafia che consente di leggere la stessa frase in Italiano e Arabo, ma diciamo che sono due cose diverse. Per fortuna mio padre lo mandò cordialmente affanc*lo.

Ma il vero problema del fardello della conoscenza, non è nella culturaCi mancherebbe!
Quella è fondamentale ed eleva non solo l’intelletto ma anche la personalità, aumentando le possibilità di scelta dell’individuo.

Il grande problema è che più cresciamo più abbiamo accesso ad informazioni, più queste invece darci maggiori punti di vista, ce ne confermano solo duo o tre.
In questo video viene fatta una semplice domanda: “Se potessi scegliere una cosa, cosa cambieresti di te?”.
La stessa domanda viene fatta ad ADULTI e BAMBINI.
Il video è in Inglese, ma è mooooolto chiaro soprattutto nelle gestualità.
I primi parlano di modifiche estetiche… Cose che non gli piacciono.
I secondi invece…

La cosa paradossale è che chi ha più informazioni, chi sa cosa può fare la tecnologia, chi ha vissuto di più e potrebbe creare ciò che vuole… è molto meno in grado di creare rispetto a chi ha molte meno possibilità di scelta.
Mentre la cosa spettacolare è che il verbo “cambiare”, non vuole dire “sostituire”, ma “rendere diverso”. Un adulto pensa subito a togliere una cosa e metterne un’altra… mentre un bambino AGGIUNGE!
La buona notizia è che abbiamo tutte le informazioni e le capacità che hanno i bambini, dobbiamo solo dar loro spazio.
Esattamente com’è necessario dare spazio alle emozioni.
… E a proposito di Bambini ed Emozioni, questo video mi ha commosso… il finale è spettacolare.

Keep running.

Giuse.